Cosenza, i tifosi scendono in piazza: “Difendiamo la dignità della città”

0
FOTO TUCCI-PESCATORE

Il tifo organizzato della Curva Nord gruppo Anni Ottanta annuncia un corteo nel cuore della città contro la gestione Guarascio-Scalise

Una chiamata collettiva alla città, alla provincia e a tutto il popolo rossoblù. Con un duro comunicato diffuso nelle ultime ore, il tifo organizzato del Cosenza Calcio ha annunciato una manifestazione pubblica per venerdì 29 maggio, lanciando lo slogan: “Liberiamo il Cosenza”.

Dopo una stagione vissuta lontano dalla curva e dai gradoni dello stadio, gli ultras rivendicano una “diserzione senza precedenti”, definita come una scelta di protesta maturata contro quella che viene descritta come una gestione societaria “indegna” e repressiva.

Nel testo, i tifosi parlano apertamente di “anni di soprusi, repressione, prezzi folli e DASPO societari”, accusando la dirigenza di aver allontanato il popolo rossoblù dal proprio stadio e dalla propria identità. Una contestazione dura, che negli ultimi mesi si è tradotta nell’assenza dagli spalti durante le gare casalinghe, pur continuando a seguire la squadra in trasferta e a manifestare all’esterno dell’impianto.

“Ci hanno tolto spazio, voce e libertà”, si legge nel comunicato, che sottolinea come la protesta abbia attirato attenzione anche in altre piazze italiane, diventando simbolo di una battaglia per la dignità del tifo organizzato.

Ora però, secondo gli organizzatori, la mobilitazione deve allargarsi oltre il mondo ultras. “Adesso non bastiamo più soltanto noi. Ora serve Cosenza, serve tutta la città, serve tutta la provincia”, scrivono i promotori, invitando cittadini, appassionati e simpatizzanti a partecipare alla manifestazione.

Il corteo partirà venerdì 29 maggio alle ore 18:36 da Piazza Kennedy, luogo simbolico della città, e attraverserà Corso Mazzini. L’obiettivo dichiarato è quello di “difendere la dignità di una città intera” e “liberare il Cosenza” da chi, secondo il comunicato, starebbe distruggendo il club.

Nel passaggio finale, il tifo organizzato attacca duramente la proprietà, accusata di aver trasformato il club in “un hobby in cambio di un appalto pluriennale”, fino a ottenere “il silenzio sempre più assordante di uno stadio vuoto”.

Il messaggio conclusivo è netto e richiama il senso di appartenenza che da sempre accompagna la tifoseria rossoblù: “Il Cosenza è della gente”.

Rispondi