
Un addio che segna la fine di un’epoca
Si chiude dopo quasi vent’anni il rapporto tra il Cosenza Calcio e Umberto Vommaro, storico magazziniere rossoblù, ma il modo in cui arriva l’addio lascia più di un interrogativo.
La lettera di Vommaro: nostalgia e amarezza
Alla lunga e sentita lettera di commiato diffusa dallo stesso Vommaro, intrisa di nostalgia ma anche di amarezza per quanto accaduto negli ultimi mesi, ha fatto seguito una comunicazione ufficiale della società che racconta una versione decisamente diversa dei fatti. Nel messaggio personale, Vommaro parla apertamente di una scelta maturata dopo un periodo difficile, segnato dalla perdita di quei valori che per anni avevano reso lo spogliatoio e lo stadio “una seconda casa”.
Un addio sofferto ma con amore intatto
Un addio sofferto, motivato da dinamiche interne che hanno reso sempre più complicato andare avanti, pur ribadendo con forza un amore mai in discussione per i colori rossoblù.
La versione ufficiale del club
Di tutt’altro tenore, invece, la nota diramata dal Cosenza Calcio, che liquida la fine del rapporto come dimissioni legate a “sopraggiunti limiti di età”, accompagnate dai ringraziamenti di rito per il servizio svolto. Una spiegazione asciutta, burocratica, che appare in evidente contrasto con il contenuto e il tono della lettera firmata dallo stesso Vommaro.
Una discrepanza che alimenta il malumore
Una discrepanza che non passa inosservata e che alimenta il malumore di una parte dell’ambiente rossoblù, già scosso da mesi complessi dentro e fuori dal campo. Perché se è vero che l’età anagrafica può segnare la fine di un percorso lavorativo, è altrettanto evidente che le parole di Vommaro raccontano altro: un disagio profondo, umano prima ancora che professionale.
Un epilogo senza sintonia
Resta così l’impressione di un addio gestito senza sintonia, in cui la narrazione ufficiale del club non restituisce fino in fondo la storia e il peso di quasi vent’anni vissuti al servizio del Cosenza Calcio. Un epilogo che lascia l’amaro in bocca e che sembra riflettere quel clima di smarrimento dei valori evocato dallo stesso Vommaro nella sua lettera.
Finisce un lavoro, non l’amore per i colori rossoblù
Il suo percorso in rossoblù si chiude, ma il messaggio finale resta chiaro e inequivocabile: finisce un lavoro, non l’amore per questi colori. E in un momento così delicato per la piazza, anche questo dettaglio — tutt’altro che secondario — merita rispetto e coerenza.






















