
Giuseppe Mazzuca alza i toni contro Eugenio Guarascio dopo la disfatta playoff
Una sconfitta pesante, difficile da digerire e destinata a lasciare strascichi profondi. Il 5-1 incassato in casa contro il Casarano segna uno dei punti più bassi della recente storia del Cosenza Calcio, eliminato in maniera fragorosa dai playoff e condannato ancora una volta alla Serie C. Ma a fare rumore, oltre al risultato maturato sul campo dello stadio San Vito-Gigi Marulla, sono soprattutto le parole durissime arrivate dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mazzuca, che sui social ha espresso tutta la sua indignazione per l’ennesima debacle rossoblù. Nel suo intervento, Mazzuca non usa mezzi termini: definisce la sconfitta “l’ennesima umiliazione struggente” e parla apertamente di “fallimento totale” della gestione societaria, accusata di aver perso “dignità, onore e credibilità”. Parole che riflettono il sentimento diffuso tra i tifosi, sempre più esasperati da stagioni deludenti e risultati al di sotto delle aspettative. Il bersaglio principale dell’attacco è il patron Eugenio Guarascio, invitato senza esitazioni a farsi da parte: “Deve andarsene. Subito!”, scrive Mazzuca, alzando ulteriormente il livello dello scontro istituzionale. Non solo: il presidente del Consiglio comunale annuncia anche una possibile presa di posizione concreta da parte dell’amministrazione, ventilando il mancato nullaosta all’utilizzo dello stadio a partire da settembre. Una dichiarazione che, se confermata, aprirebbe scenari delicati e inediti nei rapporti tra Comune e società, con possibili ripercussioni sulla futura attività del club. La sensazione è che la sconfitta contro il Casarano rappresenti molto più di una semplice eliminazione sportiva: è la scintilla che potrebbe innescare un cambiamento profondo, richiesto a gran voce da una piazza ferita e stanca. Adesso resta da capire quale sarà la risposta della società e se le parole di Mazzuca troveranno seguito nei fatti. Nel frattempo, a Cosenza, il clima è rovente e il futuro del club appare più incerto che mai.





















