
La Procura di Catanzaro contesta, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e altri reati. Coinvolte anche tre società. L’udienza preliminare è fissata per il 6 novembre.
La Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati legati al traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone fisiche e tre società nell’ambito dell’inchiesta sull’impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel Vibonese. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero agito, a vario titolo, nell’ambito di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e sarebbero inoltre chiamati a rispondere di inquinamento ambientale. I fatti contestati si sarebbero verificati tra marzo 2021 e il 13 marzo 2024, giorno in cui l’impianto è stato posto sotto sequestro. Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio figurano l’imprenditore Eugenio Guarascio, 72 anni, di Lamezia Terme, amministratore unico della 4El Group srl e patron del Cosenza Calcio, e la sorella Ortenzia Guarascio, 61 anni, amministratrice unica della Eco Call spa. L’inchiesta, avviata dalla Procura di Vibo Valentia e successivamente passata alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro per competenza, coinvolge anche Gianfranco Comito, 68 anni, dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria; Vincenzo De Matteis, 53 anni, del settore regionale Ciclo integrato dei rifiuti; due funzionari dell’Arpacal, Nicola Anselmo Ocello, 59 anni, e Dario Giuliano, 60 anni, oltre ad alcuni dipendenti della Eco Call. La richiesta, firmata dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio e dai sostituti procuratori Filomena Aliberti e Irene Crea, riguarda anche le società Eco Call spa, Ecologia Oggi spa e 4El Group srl. Secondo l’impianto accusatorio, l’impianto avrebbe dovuto produrre compost destinato all’agricoltura, ma avrebbe invece generato rifiuti contaminati da plastiche, vetri e altri materiali, con il conseguente presunto inquinamento dei terreni agricoli interessati. Agli indagati vengono inoltre contestati, a vario titolo, i reati di falso ideologico, rivelazione di segreti d’ufficio e getto pericoloso di cose. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 6 novembre. Persona offesa nel procedimento è il sindaco del Comune di Vazzano.





















