Una partita di serie C …!

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Il Citta gioca con cattiveria agonistica ed il Cosenza si adegua solo nella ripresa grazie ai cambi di Viali.

Provate a rivedere la partita e a scorrere le immagini per rintracciare fasi di gioco continuo, vi renderete conto che è davvero difficile trovarne senza interruzioni dovute a continui falli o errori tecnici abbastanza banali. In sostanza si è giocato veramente poco, al pari delle peggiori partite di serie C. Sarebbe interessante conoscere il tempo effettivo di gioco di questa partita, ma sono sicuro che sarebbe infinitesimale rispetto allo standard della serie B. E la colpa, se così possiamo dire, non è tanto del Cosenza, ma di un Cittadella che ha impostato la partita sul gioco duro e fortemente agonistico, tollerato dall’arbitro, al quale il Cosenza non si è saputo adeguare almeno per l’intero primo tempo. La colpa del Cosenza, a mio avviso, non è stata tanto quella di non riuscire ad imbastire una trama di gioco che sia una nella prima parte della gara, ma di non aver saputo reagire all’impeto dei padroni di casa che, al contrario dei lupi, hanno già capito come bisogna lottare per la salvezza. Cosa diversa nel secondo tempo quando Viali, capita l’antifona, ha deciso che era inutile cercare di impostare il gioco dal basso ed ha tentato la carta del gioco sporco, del lancio lungo o della spizzata e per fare questo ha inserito il doppio centravanti. La mossa si è rivelata vincente insieme a quella di Vaisanen, entrato per sostituire l’infortunato Meroni, ma resosi molto più pericoloso del compagno, e di Brignola che, finalmente liberato dalle catene impostegli da Dionigi, ha potuto sbizzarrirsi in fase offensiva (chissà con chi si è voluto riscattare dopo la rete?).

In questo modo i lupi sono riusciti a trovare il pari e, dinanzi ad un Citta ormai cotto, potevano cogliere anche il successo pieno se Kornvig non si fosse meravigliato di tanta grazia concessagli dai difensori locali. Alla fine il pari però è giusto e concede al Cosenza di Viali la possibilità di preparare al meglio il doppio turno casalingo. Occasione da sfruttare al meglio per non rimanere invischiati nelle sabbie mobili di un campionato che diventa sempre più pericoloso. Le vittore infatti del Perugia contro il Genoa e del Venezia a Palermo ci riportano ad un torneo di serie B mai così equilibrato e per questo molto insidioso.

La classifica si è accorciata molto: in soli 6 punti ci sono 9 squadre, fino a Pisa e Cagliari che credo siano fuori pericolo per qualità dell’organico. Negli ultimi 5 anni mai questo equilibrio, con soli 4 punti tra l’ultima e la quint’ultima e soli 6 punti tra la quint’ultima e la zona play off. Per fare un esempio, l’anno scorso, le ultime 9 erano nel giro di 16 punti e tra l’ultima e la quint’ultima c’erano 9 punti. Il campionato più simile a quello odierno è quello del ’19-’20 e quell’anno per salvarsi servirono 46 punti proprio al Cosenza del miracolo post covid.

Non bisogna quindi mollare di un millimetro e cercare di girare intorno ai 22-23 per tentare, nel girone di ritorno, e si spera con la squadra migliorata in funzione delle esperienze vissute in questa prima parte di torneo, di ripetere lo stesso ruolino ed arrivare a quei 46-47 punti che potrebbero servire per raggiungere la salvezza in tempi normali e senza post season.

Per fare questo c’è bisogno però più dello spirito portato in campo da Zilli nel secondo tempo, che la superficialità e lo sbigottimento del primo. Il Cosenza, come scritto più volte, è una squadra che ha bisogno di rendere al 100X100 e di essere guidata al meglio per poter tentare di recuperare una salvezza senza patemi, non può permettersi di trasecolare davanti agli assalti furenti di una diretta concorrente. Nel primo tempo di Cittadella non si è riusciti a vincere un duello, a recuperare una seconda palla, per non parlare di riuscire a gestirla, di creare un’azione degna di questo nome e magari andare al tiro, zero di zero, tant’è che sembravano già essere ritornati i fantasmi del recente passato. Si badi bene, non è che nel secondo tempo si è vista la squadra che ha battuto il Palermo, ma quanto meno si è recuperato in termini di agonismo e di volontà di riacciuffare il risultato e di questo va dato merito anche al mister che ha capito cosa sarebbe servito. A mio avviso, molto più importante la “pensata” di inserire una torre come Zilli, una cosa che sembra scontata, ma Dionigi non lo avrebbe mai fatto. Il nostro granatiere ha sovrastato fisicamente, ma anche atleticamente i padroni di casa, cambiando la partita in favore del Cosenza e sublimando il tutto con l’assist prima per Brignola e poi quello sfumato per Kornivig. Credo che Viali continuerà a guardare verso Zilli in futuro.

L’assist di Zilli

La rete di Brignola

Sono d’accordo anche con Viali, lo avevo scritto subito dopo la fine della partita a chi pensava che Florenzi avrebbe potuto cambiarla, quando sostiene che è stata troppo brutta la prestazione dei lupi affinché uno solo potesse cambiarne le sorti, anche Florenzi sarebbe stato maltrattato dai padovani anche perché la lotta in campo non è certo il suo punto forte. Così come sono d’accordo nel non attribuire troppa responsabilità ad un ragazzino del 2002. Il Cosenza deve saper sfruttare le doti del tamburino sardo quando è in campo e altrettanto non poggiare tutte le speranze di salvezza su di lui.

Adesso non resta che capire qual è il Cosenza che dovrà arrivare fino al giro di boa: quello delle tante soluzioni messe in campo con il Palermo; quello senza né capo e né coda di Pisa o quello poco cattivo e stupito del primo tempo di ieri o magari quello cinico del secondo?

Sono curioso di capirlo già dal prossimo incontro con il Perugia, scontro importantissimo che non può essere sbagliato o sottovalutato, questa squadra non può permetterselo, è bene sia chiaro a tutti, così come non mi stancherò mai di ripetere che la squadra va rinforzata con almeno quattro elementi al di la di tutti i risultati positivi che arriveranno.

Screenshot da Sky

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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