Cosenza, serve cattiveria

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Tante le occasioni create, sintomo di un ottimo gioco, ma non si aggredisce la porta con cattiveria.

E patatrac, la botta è pesante, di quelle che ti lasciano senza parole per ore. La sconfitta con la Reggiana complica parecchio il cammino dei lupi all’indomani del pareggio di Vicenza che li aveva messi sulla buona strada. Tre sconfitte consecutive in casa sono troppe, questa ancor di più perché contro una diretta concorrente nettamente alla portata del Cosenza. Sei partite in casa senza una vittoria sono tante, troppe per una squadra che deve salvarsi. Solo tre gol al Marulla sono una miseria, nessuno contro Entella e Reggiana, ultimo attacco della serie B, rendono minaccioso un campanello di allarme che era già squillato altre volte.

Ma quello che fa più rabbia è che la squadra gioca bene, corta, ottimo possesso palla, produce una quantità enorme di palle gol anche eclatanti, i calciatori si impegnano allo spasimo, sudano la maglia, fattori che certificano il buon lavoro di Occhiuzzi sotto tutti i punti di vista, ma poi alla fine raccolgono poco o addirittura niente come sabato pomeriggio. Il buon Occhiuzzi le sta tentando tutte, ha anche messo “da parte” Baez, subissato dalle critiche, per proporre Bahlouli dall’inizio, ha inserito anche Petrucci ed uno dei tre centravanti, Gliozzi, per come richiesto da popolo rossoblù, ma anche cambiando l’ordine dei fattori il risultato non è affatto cambiato.

E qui che la cosa diventa preoccupante, non si riesce a trovare la soluzione vincente, tant’è che i tifosi, spazientiti, invocano già il mercato di riparazione. Ma, ahinoi, quello è ancora lontano, dista almeno 7/8 partite che devono essere affrontate con la squadra attuale. Ed allora, senza mettere nessuno sul banco degli imputati, servirebbe a poco, bisogna trovare altre soluzioni. Una potrebbe essere quella di dare fiducia a Petre che, nei minuti nei quali ha giocato ha dimostrato di saperci fare con i piedi, di avere una presenza imponente in mezzo all’area di rigore. Certo non sarà l’ideal tipo di attaccante per il gioco di Occhiuzzi, ma è giunto il momento di provare anche lui, condito con tanta e tanta cattiveria.

Si perché è apparso evidente contro gli emiliani che non si aggredisce la porta avversaria con quella concentrazione e “cazzimma” di chi deve lottare per salvarsi. Parliamoci chiaro, in organico non c’è alcun attaccante con il senso innato del gol, ancora in tanti giovani deve maturare e magari lo useranno in futuro in altre squadre! Solo che al Cosenza i gol servono subito, già da martedì ad Ascoli ed allora, visto che la cattiveria non si impartisce, i nostri calciatori la devono trovare in loro stessi. Non è possibile sbagliare due rigori in movimento come quelli capitati a Vera e Ba. Vuol dire che non si è sul pezzo, visto che i due erano all’inizio della partita o appena entrati e quindi lucidissimi.

Per come era iniziata la gara i lupi sembravano poter fare un solo boccone degli avversari: uno, due, tre occasioni dietro l’altra, pali, traverse e forse questo ha fatto pensare a Carretta e co. che avrebbero vinto facilmente questa volta. Due squadre molto simili, sia come sistema (3-4-1-2 per entrambe) gioco che parte dal basso, squadre senza stelle, ma che fanno del gruppo la loro forza. Sarebbe stato importante primeggiare nell’uno contro uno, e ciò è successo per un quarto d’ora circa, poi la squadra di Alvini ha preso le misure ai lupi e li ha messi in difficoltà anche svariate volte, gol compreso (dell’ex Varone), il resto lo ha fatto Cerofolini (altro ex) e vendetta compiuta. Il Cosenza si è via via sgonfiato, poi nella ricerca dei giusti equilibri entrano Corsi e Ba, ma proprio quest’ultimo fa un errore fatale a centrocampo e la frittata è fatta. Intendiamoci, il problema non è questo perché un errore del genere può capitare ed al Cosenza capita almeno una volta a partita, ma ci sta. Quello che non ci sta è creare tante occasioni da rete e non concretizzarne una, anche quando poi, nella ricerca quantomeno del pareggio, sono stati fatti entrare Sacko e Petre. Ma niente, il primo è risultato impalpabile negli spazi stretti, il secondo ha dato un buon saggio della sua tecnica sul tiro a volo finito di poco a lato, ma alla fine ci si ritrova in piena zona play out con due trasferte con dirette concorrenti come Ascoli e Cremonese alle porte. Certo che trovare cattiveria sotto Natale è un ossimoro, ma visto che non la possiamo comprare al mercato facciamocela portare da Babbo Natale! Forza lupi.

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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