La Dea resta bendata per un Cosenza sprecone!

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Finisce 1 a 0 allo Zini.
La Cremonese conquista 3 punti che le permettono di risalir la china, contro un Cosenza lucido, sfortunato, ma poco incisivo.
Ci si aspettava una gara di quella giocata con il sangue agli occhi da parte di entrambe le squadre: ciò che invece la partita ha mostrato, è stato un Cosenza a tratti fazioso e lascivo, con poca grinta e, una Cremonese ostica e conservativa. Sebbene le statistiche diano di poco, ragione alla Cremonese, il Cosenza vuole e cerca seppur a singhiozzi, a tutti costi la vittoria. Entrambe le squadre non iniziano in modo scoppiettante: si studiano, si osservano e alla prima occasione tanto Falcone quanto Volpe, vengono impegnati in un vero e proprio miracolo a protezione delle rispettive porte. Ancora una volta è il giovane Sueva a lanciare i suoi compagni in un contropiede spettacolare, ma sprecato da Gliozzi che non inquadra i pali della porta. La Cremonese di contro, prova ad affidarsi alla qualità di gioco e alla tecnica dei suoi; gli uomini di Occhiuzzi invece, aumentano il pressing e prediligono quel tipo di gioco alto soprattutto sulle fasce. Una gran giocata di Nardi riesce a sbloccare il risultato, che inchioda il primo gol della Cremonese con un’azione pulita e ben gestita, cui anche Falcone deve arrendersi quando la palla gonfia la rete dopo aver toccato il palo interno. Ma la Dea bendata torna a restare tale per il Cosenza, quando la conclusione di Baez finisce sul palo e subito dopo la semirovesciata di Bittante, termina contro la schiena dell’avversario. Un mistero, un enigma che forse a noi comuni umani, non è dato sapere: certamente i goal falliti sottoporta sono davvero tanti per i silani eppure, nessuno può escludere la mancanza di una componente fortunosa dall’inizio di questo campionato. Allo stadio Zini, il Cosenza sprecone e sfortunato (per molti), trova un pareggio straordinario su azione di Vera che viene annullato (ovviamente), per un più che presunto fuorigioco (inesistente anche per il telecronista di DAZN). Ma tant’è. La palla resta rotonda, il campo da calcio rettangolare e la sostanza non cambia: il Cosenza è perfettamente rappresentato dall’andirivieni di Occhiuzzi, che come un lupo in gabbia, passeggia nervosamente a bordo campo, sudando freddo e scrollando la testa incredulo.

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