Le ansie di Caserta e i dubbi di Guarascio

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Nel dopo Cittadella l’allenatore esclude difficoltà tecnico-tattiche e scarica tutto sui problemi mentali della squadra, il presidente, seppur deluso dai risultati, tentenna sull’analisi costi-benefici.  

Ci risiamo, il Cosenza si è bloccato un’altra volta: dopo i 5 risultati utili consecutivi che avevano riaperto le speranze di un inserimento nella griglia play off, nelle successive 4 partite, di cui tre casalinghe, ha totalizzato solo 2 punti, con l’aggravante della seconda sconfitta stagionale nel derby.

Nel girone di andata, secondo mister Caserta, il derby lasciò uno strascico negativo che in sette partite portò a totalizzare solo 2 punti. È evidente che dovesse ripetersi la stessa situazione il Cosenza si troverebbe in guai seri ed è per questo motivo che i tifosi sono tornati a fischiare nel finale di partita con il Cittadella e ad agitarsi sui social. Atteggiamento comprensibile per chi non riesce a capacitarsi di come un organico nettamente superiore a quelli precedenti sia ridotto, con tutte le attenuanti generiche, a rischiare una salvezza problematica.

Il discorso è semplice e lineare: se mister Viali è riuscito a salvarsi con Delic e Finotto, Bisoli con Matosevic e Pandolfi, risulta difficile comprendere come mister Caserta stia avendo notevoli difficoltà a fare un campionato tranquillo con Tutino, Antonucci, Marras, Mazzocchi, Frabotta, Camporese, Micai e non essendo riuscito ad avere un minimo contributo da parte di Forte e Canotto!

Lo stesso discorso farà, tra sé e sé, il presidente Guarascio, partito con l’obiettivo minimo di battere il Catanzaro e via via, stuzzicato dalla classifica corta, e consapevole di aver messo a disposizione del tecnico un organico capace di fare una capatina nei play off. Un obiettivo dichiarato apertamente ai microfoni di Sky prima del derby, in netta controtendenza con quello che va predicando Caserta da inizio stagione, ossia una salvezza di centimetri, tradotto un punto/due in più dei 40 dello scorso anno che hanno portato la salvezza dopo l’ennesima finale play out.

Una capatina nei play off, nulla di più per un organico si importante, ma sicuramente nuovo anche di allenatore che, per raggiungere obbiettivi più esaltanti, deve seguire un percorso di crescita cadenzato.

Tra i due c’è di mezzo anche il DS Gemmi che sicuramente non avrà preso Antonucci, Frabotta e Camporese, per garantirsi una salvezza all’ultimo secondo. Il primo periodo di crisi riuscì a tamponarlo con il mercato di riparazione, cui seguirono i 5 risultati utili di cui prima, per questo secondo ancora non ci è dato sapere come interverrà, per il momento agisce evidentemente dietro le quinte, perché è impensabile che resti inerme dinanzi ad una situazione che si fa preoccupante di partita in partita, ma soprattutto dinanzi alla possibilità di non poter valorizzare il suo lavoro con un piazzamento della squadra consono all’organico costruito.

D’altronde il sogno piazzamento play off dista appena 3 punti, ma dall’altra parte ci sono appena 4 punti dalla zona pericolosa ed in più l’appropinquarsi, con un organico decimato da infortuni e squalifiche, di uno scontro diretto con una Ternana in buona forma nonostante la sconfitta di Pisa (gli umbri hanno collezionato ber tre pali). Insomma, una situazione che nessuno dei 10.000 accorsi alla prima partita di campionato si sarebbe mai aspettato.

Una situazione ancor più preoccupante perché non si legge nei discorsi del tecnico serenità e tanto meno sicurezza. Il più delle volte siamo costretti ad ascoltare che bisogna dimenticare le sconfitte o le cattive prestazioni come quella con il Cittadella, parlare poco e lavorare tanto! Eppure ormai il campionato volge al termine e questa squadra invece di migliorare, come tutti gli addetti ai lavori si aspettano, continua a fare passi indietro.

Una questione mentale secondo il tecnico calabrese, derivante dalle scorie lasciate dalla sconfitta nel derby! Nessun problema tecnico-tattico, così ha dichiarato nella conferenza post Cittadella. Un problema psicologico anche difficile da risolvere sempre secondo il tecnico che ha detto: ”si fa fatica e ci devi lavorare tanto..!”.  Problema che, visti i tempi, siamo ormai a 9 giornate dal termine del campionato, se non si è risolto fino ad oggi viene difficile da pensare che verrà risolto in quest’ultimo frangente. Parole che suonano come una sentenza.

Il tecnico ci ha fatto sapere, in pratica, che dal punto di vista tecnico-tattico gira tutto a meraviglia mentre lui può incidere poco o nulla sulla fragilità mentale dei suoi calciatori. Insomma, ad essere chiari, ha scaricato la colpa dei risultati scadenti su una squadra che, come ha detto in conferenza stampa, ha fatto difficoltà a gestire i secondi tempi nella prima parte della stagione, va in difficoltà quando subisce lo svantaggio, non riesce a fare il salto di qualità quando gli capita l’occasione. Scaricando, implicitamente, anche la colpa sul direttore sportivo, reo di avergli portato giocatori non in grado di gestire lo stress del campionato di serie B.

Fatto sta che gran parte dei giocatori portatigli da Gemmi li ha voluti lui: Forte, Canotto, Viviani, Gyamfi e Calò che poi, escluso Gyamfi, sono proprio quelli che hanno lasciato più a desiderare in quanto a rendimento.

A mio avviso una vera e propria dichiarazione di resa che consiglierei a Gemmi e Guarascio di interpretare a dovere prima che la situazione si faccia ancor più complessa. Non vorremmo che ci si venisse a dire a fine campionato che è stato fatto tutto il possibile per salvare la squadra, ma che questa era troppo fragile per gestire una situazione difficile.

Verrebbe da chiedersi a cosa serve un tecnico ed uno staff di altre quattro persone se bisogna piegarsi ad un destino ineluttabile. Mi rendo conto che sono parole dure che non faranno piacere al tecnico e a chi lo sostiene, ma quello che conta, e lo ha detto anche Caserta stesso, è il destino del Cosenza e della città dalla squadra rappresentata. Questo è quello che dovrebbe interessare ogni tifoso e ogni giornalista.

Lo stesso dicasi per il presidente Guarascio, in questo periodo sicuramente attanagliato dalle insoddisfazioni derivanti dai risultati scadenti, ma anche dal gestire l’equilibrio economico-finanziario e gli esiti di un eventuale scossone. È intento, come si dice in gergo economico, a verificare l’analisi costi-benefici della sua gestione. Una decisione molto difficile, nessuno garantisce Guarascio che un nuovo allenatore possa venire a capo della situazione e quale impatto potrebbe avere su uno spogliatoio che, con gli opportuni chiarimenti, ha sempre sostenuto il tecnico. Un nuovo allenatore che dovrebbe risolvere tutto in due mesi e con una squadra non costruita da lui. Senza dimenticare che i costi sono sempre al centro delle attenzioni del presidente benché gli incassi con Samp e nel derby dovrebbero rendere insignificante l’operazione.

Insomma, speriamo che tra ansie del tecnico e dubbi del presidente qualche giocatore del Cosenza metta la palla in rete..!!

 

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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