MASSIMO CELLINO E IL BRESCIA DENUNCIANO LA REGGINA: “IRREGOLARITÀ NEL PIANO DI RIENTRO”

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Di seguito riportiamo la notizia pubblicata dai colleghi della testata giornalista Reggiotv:

La pesante denuncia del club di Via Solferino che spera nel ripescaggio.

Continuano gli attacchi del Brescia alla Reggina. Questa volta le accuse di Massimo Cellino alla società calabrese sono pesantissime.

Il club di Via Solferino, retrocesso in Serie C, ha inviato una denuncia al Tribunale, al Commissario giudiziale e alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. La contestazione è stata inoltre inoltrata ai ministri Nordio, Giorgetti, Abodi, Malagò, Gravina, Balata e Covisoc.

Cellino ha assunto un avvocato noto nel settore, il quale ha analizzato attentamente i numeri presenti nel piano di rientro della Reggina dove sarebbe stato redatto un articolato atto di opposizione. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, vi sarebbe un esposto che metterebbe in rilievo le irregolarità emerse dall’analisi e basate su “presupposti fattuali e dati numerici gravemente errati e del tutto indimostrati, da cui discende la non fattibilità del piano”, aggiungendo che “risulta gravato da macroscopiche violazioni normative”. Le irregolarità secondo il Brescia sarebbero legate sia ai diritti televisivi, passando dai contributi Lega e dalle condizioni contrattuali legate al riscatto di Canotto oltre che alla cessione per 2 milioni di euro di un calciatore “senza che vi siano riscontri” sul mercato.

Altre contestazioni sono poi legate a  sponsorizzazioni e incassi da stadio “alla luce dell’annunciato ridimensionamento della rosa della prima squadra” e soprattutto segnalano la non fattibilità del piano relativamente alla “inequivocabile incapacità del socio di maggioranza (la società Enjoy srl, ndr) di versare alla Reggina l’importo di 8 milioni” .In chiusura anche una “registrazione contabile errata” nei rapporti con la Lega B, quantificati dalla Reggina con un credito e che invece sarebbe “un debito di 799.831 euro” e gli accordi con i creditori: a partire dall’Agenzia delle Entrate, che si è opposta allo stralcio del 95% del debito che in totale è di 15,7 milioni, destinati in caso di omologa a diventare circa 917 mila.

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