Un Cosenza che non sa vincere

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In serie B non basta la voglia di vincere, ma servono qualità ed organizzazione a tutti i livelli. Solo 3 i gol degli attaccanti in rosa.

Gli ultrà disposti a ritornare a patto che …

Anche ieri abbiamo assistito ad una partita volenterosa della squadra, ma come in altre occasioni la sensazione, sempre più forte, è che non riesca ad andare oltre, che si debba fermare dinanzi a limiti qualitativi e organizzativi sul campo, ma soprattutto gestionali. Lo abbiamo scritto più volte, da agosto, che questa squadra è stata costruita male sin dall’inizio, rinunciando volontariamente ad acquistare calciatori di categoria per rientrare nel famoso budget messo a disposizione dal presidente Guarascio. A gennaio si replica, perché possono cambiare DS, allenatori, calciatori, ma il diktat è sempre lo stesso, spendere il meno possibile e così nel mercato di riparazione abbiamo assistito semplicemente ad uno changer les dames: Marras arrivato al posto di Brignola, Finotto per Butic e così via, 11 partenze per dieci nuovi arrivi, nessun sacrificio, solo ordinaria amministrazione. Livello qualitativo un tantinello migliorato, ma risultati uguali a quelli precedenti: alla 19^ giornata il Cosenza, prima del mercato di riparazione, aveva ottenuto una media di 0.9 punti, nelle successive 6 giornate, fino ad oggi, una media di 1 punto a partita. Né con la prima media e tantomeno con la seconda si potrà puntare alla salvezza, mancano infatti 13 giornate alla fine del campionato e con 13 punti di media si finirebbe a 36 punti, un tantinello meglio della scorsa stagione e di quella passata.

È evidente che servirebbe qualcosa in più visto che il Cosenza è sempre più ultimo con il peggiore attacco e la peggiore difesa del campionato. Numeri impietosi che necessiterebbero di ben altro che la sola volontà di fare bene dei calciatori o del tecnico. Il mercato è bello che andato, ultima possibilità concessa al presidente Guarascio di migliorare la qualità della squadra, si è perso anche Zarate e non si sa per quanto tempo, Viali ha parlato di distorsione del ginocchio accertata dagli esami diagnostici. Probabile intervento chirurgico con tempi lunghi di recupero, di seguito il comunicato della società.

L’uscita in barella di un Zarate molto dolorante

La squadra pecca soprattutto in fase offensiva mentre la difesa con l’arrivo di Micai sta reggendo: prima che Micai si impadronisse della porta rossoblù il Cosenza aveva subito 32 reti alla media di 1.70 gol a partita, nelle successive sei il Cosenza ha subito 5 reti alla media di 0.83 gol, con tre clean sheet. A centrocampo le alternative non mancano, ma in attacco la situazione è tragica.

Il Cosenza ha segnato appena 20 reti, 7 dei quali sono stati segnati da calciatori ceduti a gennaio: Larrivey (3); Brignola (2), Merola (1), Butic (1), altri 10 sono stati segnati da centrocampisti o difensori: Florenzi (3), Rigione (2), Brescianini (1), Meroni (1), Rispoli (1), Kornvig (1), Vaisanen (1) e solo 3 dagli attaccanti D’Urso (2) e Nasti (1). Ad oggi, da quando sono arrivati i nuovi attaccanti: Finotto, Marras, Zarate, Delic, in 5 giornate nessuna rete.

Il Cosenza ha quindi, al momento 7 attaccanti, compreso Zilli, che hanno segnato la fantasmagorica cifra di 3 reti. Sarebbe il caso di inventarsi qualcosa o dobbiamo aspettare la retrocessione senza nemmeno lamentarci? Ed in questo caso mi riferisco al nostro caro mister che ieri non ha gradito la mia sottolineatura, seppur condita da svariate attenuanti, la più evidente delle quali è la mancanza di bomber in questa squadra. Come ho riferito a Viali, avesse avuto Forte e Bidaoui da Guarascio, probabilmente parleremmo d’altro mentre invece siamo costretti a far nozze con i fichi.

Nessuno dei 7 attaccanti, a maggior ragione che adesso si è infortunato Zarate, ha in dote una dozzina di gol, bene andrà se tutti e 7 faranno 12 gol, visto che non si segna nemmeno su rigore (quello tirato da Marras è stato veramente indecente, centrale ed a mezza altezza, quanto di peggio possa essere fatto dal dischetto)

screenshot da Sky del rigore sbagliato da Marras

sarebbe quindi necessario inventarsi qualche schema di gioco che porti in gol anche le mezze ali o mettere in condizioni Zarate, fin quando ha giocato o giocherà, di liberarsi al tiro e non vedersi sempre raddoppiato o triplicato. Inutile sventagliare palle dalla nostra tre quarti come fatto ieri, sistematicamente preda dei centrali del Sud Tirol; inutile crossare dalla tre quarti avversaria per un centravanti che non esiste ed a cui si è rinunciato, perché checché ne dica Viali, il Cosenza ha rinunciato a Larrivey e come punta vertice ha il solo

Larrivey con la maglia del Sud Tirol saluta i tifosi all’ingresso al Marulla

Zilli che non gioca che 10 minuti a partita. Gli altri sono attaccanti di movimento che non danno riferimento in area benché possano giocarci, ma i Nasti, Finotto, Marras e Delic, agiscono fuori dall’area, quando giocano, perché Delic fino adesso rimane un perfetto sconosciuto ai più.

Per gli attaccanti che ha in dotazione questo organico bisognerebbe giocare palla bassa, triangolazioni veloci e inserimenti centrali, con ripartenze e verticalizzazioni improvvise o cross dal fondo a rientrare per sfruttare gli inserimenti delle mezze ali. Guarda caso ieri le azioni pericolose sono arrivate da un inserimento di Brescianini con palla bassa per Nasti,

Il tiro di Nasti nel primo tempo

e da uno di Cortinovis che ha causato il rigore, da un cross dal fondo di Finotto sempre per Nasti, l’altra da una spizzata di Meroni per Rigione che ha sbagliato l’impatto con la palla, ossia da due difensori.

Il fallo su Cortinovis

In questo momento la forza del Cosenza è rappresentata da Florenzi e da Cortinovis che hanno tecnica e tempi di inserimento giusti per far male, spero si punti su di loro per sorprendere le difese avversarie in futuro. Non si può certo dare compiti a Voca di fare il regista, ieri ne abbiamo avuto l’ennesima prova con annesse imprecazioni di Viali al 29°, tant’è che poi ha deciso di sostituirlo, né tantomeno fare giocare a due Calò con i risultati disastrosi del secondo tempo.

Nella ripresa ieri si è solo registrata una confusione totale quando invece ci sarebbe stato da approfittare anche dell’inferiorità numerica degli ospiti. È vero, è difficile giocare contro la squadra di Bisoli, ma vorrei sapere con quali delle attuali squadre della serie B è facile giocare. Sono tutte squadre superiori al Cosenza altrimenti non si sarebbe ultimi, non si può sempre addurre questa giustificazione per mettere una pezza a risultati inconsistenti. Bisogna alzarsi le maniche e trovare soluzioni che portino punti e la salvezza al Cosenza così come fece Bisoli arrivando soltanto a febbraio, guarda caso il 17 febbraio scorso.

Tutto il resto, impegno, volontà, indubbio lavoro del tecnico non servono a nulla se non si portano a casa le vittorie, tenuto conto che non ci sarà nemmeno il supporto dei tifosi. La contestazione andrà avanti ed il supporto sarà solo fuori casa, un sacrificio per tutti i tifosi che rinunciano a sostenere la squadra del cuore, ma necessario. I gruppi ultrà hanno fatto sapere che solo nel caso il presidente Guarascio cederà la proprietà o non frequenterà lo stadio Marulla faranno ritorno allo stadio. Una determinazione chiara e netta di cui bisognerà tenere conto.

Intanto giunge il comunicato della società sulle condizioni di Zarate che non sono tranquillizzanti: “La Società Cosenza Calcio informa che, nel corso della partita di ieri, il calciatore Mauro Zàrate ha riportato un trauma distorsivo al ginocchio sinistro. Gli accertamenti diagnostici eseguiti questa mattina hanno evidenziato l’interessamento capsulo legamentoso (lesione del legamento crociato anteriore). Nelle prossime ore sarà valutata l’opportunità di intervenire chirurgicamente. A Mauro, che da subito ha mostrato grande attaccamento alla maglia e ha messo a disposizione dei compagni e dello staff tecnico talento ed esperienza, la Società augura di tornare in campo al più presto e proporrà all’attaccante di rinnovare il contratto in essere come segno di riconoscenza e stimolo per un pronto rientro”.

Foto di Ernesto Pescatore

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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