A vuoto

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Brescia – Cosenza aveva tutti gli elementi per essere una partita “classica”: sabato pomeriggio piovoso, terreno abbastanza pesante, squadre che giocano con molta intensit? a centrocampo e sbagliano. Risultato finale 0-0 e tutti sotto la doccia con un punticino in pi? in tasca. All’improvviso ? per? successo qualcosa e questo scenario non si ? realizzato. Un cross di Curcio dalla sinistra taglia l’area ma la difesa del Cosenza ? schierata, non dovrebbe nascere poi nulla di davvero pericoloso. Umberto Saracco esce invece in maniera irruenta e buca l’intervento in maniera clamorosa, permettendo a Torregrossa di insaccare, bravo ma anche un po’ fortunato a trovare lo specchio. Il Brescia si trova a condurre e torna negli spogliatoi con ben 3 punti in pi?, mentre il Cosenza sente addosso il peso di una occasione che sfuma.

Facile ora ergersi a giudici del portiere rossobl?, reo non solo di una uscita inutile ma anche della follia di aver calcolato male tempi e forza ed aver mancato la sfera. Un calciatore sbaglia ed ? normale che lo faccia, cos? come ? normale che tali errori pesino sulla scelta delle gerarchie di chi debba difendere i pali. In ogni caso noi non siamo Mister Braglia, uomo saggio e misurato, che sapr? cosa fare con i suoi giocatori. Cosa pensare allora riguardo ci? che ? successo? Possiamo non condannare Saracco?

Facciamo un passo indietro. La prima vittoria in Serie B ? arrivata al termine di una prestazione matura contro il Foggia e giustamente il mattatore Tutino ? stato celebrato per piglio e doppietta con gol da cineteca. Sembrava quindi che il Cosenza si fosse liberato da una sorta di peso mentale che non gli permetteva di essere libero, ma anche in quella occasione si era forse giunti troppo velocemente a delle conclusioni. Non abbiamo fatto caso ad alcuni dettagli e dati non cancellabili con una sola vittoria. Se si analizzano i numeri del Cosenza la realt? ? ancora a tinte grigie. Certo, affidarsi solo a delle fredde cifre non rende idea della forma della squadra ma sicuramente aiuta.

I Lupi hanno subito 9 reti in 9 partite, ovvero il reparto di Saracco e soci ha subito lo stesso numero di gol di Pescara e Verona, rispettivamente prima e seconda in classifica, ed addirittura meno gol del Benevento. Non sono poi molte le difese migliori di quella rossobl?. L’errore di Saracco rimane quindi pesante sulla singola partita ma dietro si lavora bene, nonostante gli infortuni limitinole scelte del mister e la possibilit? di creare un reparto affiatato. ? giusto condannare allora il singolo?
Il reparto offensivo ? il pi? sterile della categoria, appena 6 gol in 9 partite. Solo Ascoli e Livorno hanno questi numeri, ma anche una partita in meno. Le reti sono arrivate poi da soli 3 giocatori, ovvero Tutino, Maniero e Baez. Le incertezze di Saracco peserebbero di meno se venissero equilibrate da un attacco cinico che sfrutta un numero maggiore di occasioni?

Saracco ? uscito a vuoto, nettamente. Ha compromesso la partita, ha sbagliato e forse giocher? le prossime partite con un occhio alla panchina. Qualcuno potrebbe sostituirlo, non ha altri jolly da giocarsi.
Il Cosenza gira a vuoto. Non ha evidentemente trovato la quadratura del cerchio. Le buone prove ci sono state ma ? chiaro che manchi ancora qualcosa. Se non fosse stato per il tiro cross di Baez e l’incertezza del portiere del Carpi, avrebbero timbrato il cartellino solo due giocatori della rosa. Maniero stesso ? un attaccante sciupone, a volte impreciso sotto porta. A centrocampo si corre tanto e non ci si risparmia ma gli errori in fatto di impostazione rendono tutto inutile. Si corre appunto a vuoto.

? necessario acquisire ora una maturit? che permetta a tutti di rendere al meglio. Dare il 100% e raccogliere tutto il possibile, affinch? anche l’errore venga perdonato pi? facilmente.

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