Come neve al sole

0

I primi 15 minuti di Cremona ci avevano certamente illuso. Un Cosenza gagliardo, grintoso, intraprendente. Un Cosenza capace di far rannicchiare una squadra esperta come la Cremonese tutta nella propria met? campo e di verticalizzare, creare possibili occasioni da gol senza rischiare nulla. Il tutto per 15 magici minuti, un quarto d’ora. Novecento secondi. Pochini. Sembrava davvero di aver trovato la quadratura del cerchio, specialmente nel reparto centrale che fin’ora aveva destato qualche lacuna in pi? degli altri. Passato il quarto d’ora il Cosenza si ? sciolto, come neve al sole. Svanita la magia ? uscita fuori la squadra di?Mandorlini, che con esperienza e dunque grande tranquillit? ha portato a casa la partita. Massimo risultato con il minimo sforzo: due tiri e due gol.

In serie B vieni punito ad ogni errore, dovremo iniziare a capirlo. E’ bastata una semplice disattenzione di Garritano nel far girare un tale Mogos, apparentemente lontanissimo dalla porta, da permettergli di realizzare il gol della giornata. Il problema ? che il Cosenza non punisce gli altri quando sbagliano: vedi?Maniero?che spara alto a porta sguarnita quando tutto sembrava presagire il gol del pareggio. Ce la possiamo prendere con la sfortuna, forse si, in alcune circostanze la dea bendata si ? voltata dalla parte opposta ai nostri colori, ma il secondo tempo di Cremona non pu? permetterci di aggrapparci a queste banalit?. I rossoblu le hanno provate tutte per cercare di riprenderla ma nella sostanza non hanno prodotto un tiro in porta. E’ necessario guardare in faccia la realt?: la squadra ha dato tutto ma ha degli evidenti limiti. Pecca di un faro a cui aggrapparsi in mezzo al campo (vedi?Daniele Croce, 36 anni), pecca di quella tecnica necessaria per affrontare la cadetteria (davvero troppi gli errori in impostazione, inaccettabili), e forse di quel carattere essenziale per venir fuori dalle situazioni infelici (i rossoblu spariscono dal campo ogni qual volta subiscono una rete).

Giunti alla quinta giornata potrebbero sembrare delle conclusioni affrettate. Forse si. Forse da buoni italiani e meridionali veraci ci facciamo trasportare eccessivamente dagli umori post-gara, ? certamente un limite, ma di questa caricatura dei lupi qualcosa di vero c’?, come in ogni caricatura che si rispetti. Mister?Braglia avr? in mano il poco invidiabile compito di trovare una soluzione a queste problematiche, cercare di limitare il pi? possibile i nostri inevitabili difetti da neo-promossa e arrivare ad una sistemazione tecnico-tattica duratura nel tempo. Ad ogni modo l’impressione ? che la salvezza dovr? essere cercata e costruita in casa, confidando nel calore immancabile del pubblico e magari in un terreno di gioco degno di tal nome. Tocca stringerci attorno alla squadra. Non ? una novit?, siamo abituati a soffrire, sapevamo che avremmo sofferto una volta scappati via dalla mediocrit? della terza serie. Non c’? nessuna voglia di tornarci, perci? domenica compattiamoci e conquistiamo la prima vittoria, sar? fondamentale. Nonostante i limiti siamo lupi, e un branco di lupi nelle difficolt? da il meglio di s?.

Sperando di non scioglierci di nuovo, come neve al sole.

Rispondi