Cosenza-Venezia, duello sulla scacchiera

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Partita molto tattica nella quale il Cosenza non ha potuto esercitare il suo solito dominio.

Il Cosenza non è la squadra più forte del campionato come vorrebbero tutti i suoi tifosi, e i 13 punti in 14 partite sono lì a confermarlo. È alquanto normale quindi che in alcune partite sorgano più difficoltà che in altre. Fino ad oggi solo il Lecce ed il Cittadella avevano messo in grandissima difficoltà i ragazzi di Occhiuzzi ed anche lì si era riusciti a “rifugiarsi” in un pareggio.

Ieri sera il Venezia ha dimostrato di essere un’ottima squadra che poteva vincere al Marulla anche se poi ha rischiato, come spesso accade quando non si chiude la partita, di perderla in modo immeritato. La qualcosa non mi avrebbe fatto scalpore affatto, visto che qualche giorno prima la cosa era successa anche al Cosenza in quel di Cremona. Questa è la condizione di partenza per giudicare la partita contro i lagunari.

I lupi, di conseguenza hanno fatto quello che hanno potuto, hanno cercato di ribattere colpo su colpo agli avversari, con grande coraggio, pur nella consapevolezza dei loro limiti in fase difensiva.

Gli arancioneroverdi erano più in palla, arrivavano prima sulle seconde palle, sono riusciti a spezzare il palleggio dei rossoblù e sono riusciti a non concedere troppe palle in profondità, in poche parole hanno impedito che la squadra di Occhiuzzi, come successo in tante altre partite, dominasse la gara e potesse sfoggiare un gran possesso palla.

Le due squadre si sono affrontate alla pari, hanno ribattuto colpo su colpo, solo che i lagunari sono riusciti a rimanere più vicino alla nostra area. I lupi invece sono sembrati meno reattivi, forse più stanchi degli avversari, e notoriamente meno incisivi.

C’è da dire però che, nonostante tutto, la difesa ha retto bene: Tiritiello è stato il solito leone (si è beccato anche una ammonizione inesistente perché era in netto anticipo su Forte che poi ha fatto una delle sue sceneggiate), coadiuvato sull’altro lato da Legittimo, mentre è apparso in forma anche Ingrosso al suo rientro. Il suo compito non era facile, riuscire a non far rimpiangere Idda e bisogna dire che c’è riuscito bene, visto che uno degli attaccanti più forte della serie B è rimasto a bocca asciutta.

Il centrocampo ha ballato più che con la Cremonese, però abbiamo visto un sontuoso Petrucci che è riuscito sempre a mantenere la calma ed uscire alla grande palla al piede, cosa che nella scorsa stagione riuscivamo a fare malissimo. Sicuramente un’altra prova egregia di quello che sta diventando un intoccabile a tutto discapito dei vari Bruccini, Kone e Ba. Meno brillanti sugli esterni, come detto, i lupi: Vera come al solito troppo discontinuo e Bittante alla fine ha dovuto lasciare il posto al sempiterno Corsi.

In avanti solo lavoro oscuro per i tre attaccanti che hanno aiutato molto a contenere il Venezia, ma di contro poi non molto efficaci nelle conclusioni a rete. Sul finire anche Sueva ha poi sprecato, ma ha 20 anni e non ci si aspetta che sia certo lui il bomber infallibile del Cosenza.

Insomma ieri sera il Cosenza, anche a detta del suo allenatore nel dopo partita, è stato più guardingo, come volevano anche alcuni tifosi, non si è alzato molto in pressione, ha gestito come non mai il risultato, può starci in una gara difficile, l’importante è che la squadra appare sempre viva, pur nelle difficoltà oggettive e vincolanti dei troppi errori sotto porta.

Una cosa però sembra evidente dopo la partita di martedì sera, Occhiuzzi ha scelto di puntare su alcuni calciatori e non più su altri: l’inserimento di Sueva al posto di Gliozzi dice tante cose e così il continuo riproporre, sacrosanto, di Petrucci in coppia con Sciaudone. Senza urlarlo troppo questo è un bene, significa avere le idee chiare per il prossimo calcio mercato che, ancor auna volta dovrà essere decisivo, per non vivere un’altra stagione tribolata.

Forza lupi

 

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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