Una bruciante sconfitta figlia di mille perché…

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La sconfitta con la Spal complica i piani salvezza, urge porre rimedio a tante incongruenze ed esaltare i pregi per un immediato riscatto a Monza.

Tutto si può dire della partita di ieri con la Spal, ma una cosa non sarebbe mai dovuta verificarsi, perderla! Questo perché è stata la quarta sconfitta in 6 partite, la seconda consecutiva in casa e per di più con una diretta concorrente. Il match di ieri doveva dare la stura ad un campionato tranquillo, ed invece “ci” siamo complicati maledettamente la vita. A 18 punti avremmo potuto affrontare con tranquillità le rimanenti 5 partite prima del giro di boa ed invece “ci” ritroveremo a dover affrontare MONZA, Cremonese, PORDENONE, Pisa e CITTADELLA sotto pressione. Si perché sarebbe vitale girare intorno ai 20/21 punti in modo da sperare di racimolarne altri 24/25 quando, dopo un mercato che si spera più veloce del solito, si dovrà, obbligatoriamente, contare su una squadra più forte.

E qui il discorso potrebbe aprirsi a mille scenari perché, ovviamente, ognuno fornisce una propria spiegazione a queste sconfitte e trovare il punto di incontro non è facile: la “ramanzina” degli ultrà a fine partita ieri farebbe propendere ad uno scarso impegno dei calciatori; altri ribadiscono che l’organico non è adatto alla categoria; e per finire l’immancabile diatriba tra i pro Zaffaroni e gli anti Zaffarroni! Tanti perché che ci saremmo con molto piacere evitati se si fosse approfittato dello “stato di confusione” del Parma e si fosse dato concretezza alla prestazione di ieri.

La formazione del Cosenza schierata contro la Spal

Non voglio dare più peso ad una di queste spiegazioni forse perché, in diverse percentuali, sono tutte causa di questa classifica, però mi viene difficile colpevolizzare gente come Situm o Venturi, Rigione o Florenzi per la loro prestazione. Avesse fatto gol ieri il croato, in una delle sue cento sgroppate, avrebbe meritato almeno 9 in pagella. Stessa cosa dicasi per Venturi, fosse andato 10 cm più a destra il suo tiro nella ripresa non staremmo più a rimpiangere Vaisanen anche se ha sbagliato l’uscita nell’occasione di Mancosu. Rigione non ha sbagliato praticamente nulla e che dire di tamburino Florenzi che ha messo a soqquadro la fascia sinistra della Spal. Tutti gli altri non sono stati al loro livello, ma non credo sia mancato l’impegno, più che altro è mancata un po’ di qualità.

Tanti, troppi i passaggi sbagliati, specie nel primo tempo quando Anderson sembrava irraggiungibile, eppure di spazio sulle fasce la Spal ne ha lasciato in abbondanza; tanti, troppi, i tiri che non hanno centrato la porta (su 17 tiri totali solo 3 sono finiti in porta e nemmeno tanto pericolosi da finire negli highlight di Sky, 7 fuori e 7 fermati dai difensori della Spal). Troppo poco per vincere una partita di serie B.

Da questo punto di vista posso azzardare che l’organico avrebbe bisogno di quella qualità che quest’anno abbonda in serie B e di qualche contraddizione di meno in campo. Anderson quando tocca la palla si vede che è di categoria superiore però spesse volte si è visto fermo ad aspettare la palla e non in grado di superare in dribbling il suo dirimpettaio. Si dirà, ma per trovare la forma deve giocare, ma possiamo dire pure che ieri sono venuti a mancare alla squadra i suoi cross e l’entrata in campo di Florenzi ha dimostrato che si poteva fare qualcosa in più. Sembra poco, ma è una contraddizione di questa squadra.

Continuiamo a dire che Carraro è un calciatore insostituibile per tecnica e intelligenza calcistica, ma giocando da mezz’ala rende il 50% in meno. Non ha nelle proprie corde l’inserimento al tiro della mezz’ala, in 14 partite avrà tirato una volta sola in porta in proiezione offensiva, tende a ragionare con la palla al piede da vero e proprio regista, rallentando conseguentemente il gioco. Sembra poco, ma è una contraddizione di questa squadra.

Tiritiello, grande gladiatore in difesa, sono sicuro che farà anche qualche altro gol perché è uno dei pochi che ha i tempi per saltare sui calci da fermo, ma non può essere lui ad impostare le azioni del Cosenza, 8 passaggi su 10 non sono calibrati. Sembra poco, ma è una contraddizione di questa squadra.

Palmiero, forse per la prima volta ieri ha avuto la possibilità di sventagliare a destra e sinistra perché i due esterni non hanno fatto i terzini, ma stazionavano stabilmente sulla ¾ avversaria. Purtroppo la Spal ha consapevolmente deciso di chiudere le linee di passaggio centrali e lasciare libere le proprie fasce e quindi il nostro non ha potuto giocare in verticale. È stato messo quindi in condizione di giocare meglio di altre volte, ma non è stato abbastanza.

Boultam, fin quando è stato in campo ha duettato molto bene con Situm, è andato anche al tiro più volte, ma nella ripresa è calato tanto da essere sostituito. Indubbiamente la catena di sinistra (Venturi-Boultam-Situm) ha girato alla grande, ma non si può dire altrettanto di quella di destra (Tiritiello, Carraro, Anderson), sembra poco, ma è stato un handicap ieri.

Giuseppe Caso in azione

Caso e Gori sono stati innescati un paio di volte a testa, troppo poco per sperare di vincere la partita. Come detto, Clotet ha chiuso le linee di passaggio centrali proprio perché temeva i due che rappresentano il 54% del potenziale offensivo del Cosenza che, per quanto possiamo essere contenti, è il più scarso della serie B, peggio ha fatto solo il Pordenone con 10 reti. Sembra poco, ma è una contraddizione di questa squadra.

Il tiro di Gori finito alto sulla traversa

Vigorito, portiere di categoria, punto fermo della squadra, ma se ieri nell’aria piccola Pepito Rossi segna di testa, lui Tiritiello e Carraro devono farsi delle domande.

Tanti piccole incongruenze che poi ti portano a svalutare la prestazione di ieri, nella quale si aveva tutta l’intenzione di ripetere la mezz’ora di Parma: la squadra è stata schierata con gli esterni molto alti in modo che potessero attaccare; il possesso palla è stato enormemente a favore dei lupi (64% vs 36%); i tiri 17 a 6; i corner 10 a 4; gli attacchi pericolosi 64 vs 22. Insomma non è stata fatta una partita remissiva come in tanti altri casi, ma a guardare i numeri si sarebbe meritato almeno il pari. Cosa che non è avvenuta per quelle tante piccole incongruenze registrate prima e non solo, forse perché Zaffaroni non doveva togliere la mente della squadra ed il suo migliore attaccante nel momento in cui la Spal si è venuta a trovare in inferiorità numerica, magari sarebbe stato meglio più efficace sostituire un difensore, forse sarebbe stato più produttivo impostare qualche schema per liberare al tiro Caso e Gori e successivamente Millico anziché continuare ad andare sulle fasce per effettuare cross puntualmente non arrivati ai nostri attaccanti. Sicuramente ci saranno altri difetti o pregi che non vedo, non vediamo, perché non siamo allenatori e non sappiamo come viene preparata la partita, etc, etc.

Mister Zaffaroni

Certo è che bisogna trovare una soluzione alle tante incongruenze e contraddizioni, rinforzare, appena possibile, in termini qualitativi la squadra, rinunciando ai calciatori poco utilizzati e sostituendoli con altri di qualità e categoria.

I tifosi rossoblù al Marulla

Ora c’è la possibilità di riscattare la prestazione di ieri senza guardare in faccia l’avversario di turno ed i prossimi, cercando la vittoria perché i pari servono a poco e sfuggono in men che non si dica.  

 

Foto di Ernesto Pescatore 

In copertina la rete di Rossi

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Nato a S. Marco Argentano (Cs) il 27 settembre 1962, sociologo di professione e giornalista per passione. Laureato in Scienze Economiche e Sociali all’Università della Calabria con una tesi sui “Significati del Calcio, sport, società e tifosi, con particolare riferimento alla vicenda cosentina”. Ho iniziato la carriera giornalistica nel 1994 presso l’emittente TEN e poi a Cam Tele3. Lasciata l’attività per motivi legati alla professione di sociologo, pur continuando a seguire le vicende del Cosenza come per quasi tutta la mia vita, sono ritornato al giornalismo nel 2010 iniziando la collaborazione con il quotidiano Cosenza Sport ed in seguito con il Gazzellino della Calabria. Dal 2012 al 2016 cronista tecnico delle partite del Cosenza calcio per conto di Jonica Radio/Tv Sud e Lupindiretta. Nel 2013 ho collaborato anche con l’emittente televisiva RTI, con la testata on line News di Calabria e Magico Cosenza. Dal 2016 conduttore di Lupus in Forum su Mediaterronia Tv, emittente comunitaria della quale da gennaio 2017 ne sono diventato Direttore responsabile. Dal 2012 collaboro con il Corriere Sportivo di Calabria, dal 2019 come caporedattore.

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