Alvini si prende la rivincita: dal crollo di Cosenza alla Serie A con il Frosinone

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Criticato, contestato e considerato finito dopo la retrocessione rossoblù, il tecnico toscano si classifica secondo in Serie B e rilancia anche calciatori che in Calabria erano stati bocciati troppo in fretta

Il calcio sa essere spietato. Ti esalta, ti consuma e spesso ti condanna senza appello. Lo sa bene Massimiliano Alvini, che appena un anno fa lasciava Cosenza Calcio da ultimo in classifica, travolto dalle critiche e accompagnato da etichette pesanti: “bollito”, “finito”, “sopravvalutato”.
Sembrava la fine di un percorso. E invece era soltanto l’inizio della sua rivincita.
Alla guida del Frosinone Calcio, Alvini ha compiuto un autentico capolavoro sportivo, riportando i ciociari in Serie A al termine di una stagione dominata dall’inizio alla fine. I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola il valore del lavoro svolto: 38 partite disputate, 23 vittorie, 12 pareggi e appena 3 sconfitte.
Una squadra capace di segnare 76 gol e subirne solo 34, dimostrando equilibrio, qualità e continuità. Impressionante anche il rendimento nel girone di ritorno: l’ultima sconfitta risale al 7 febbraio contro il Venezia, capolista del campionato. Da lì in avanti, il Frosinone ha praticamente cambiato marcia, trasformandosi in una corazzata. Ma il vero miracolo di Alvini è stato soprattutto umano e tecnico. Il tecnico toscano ha restituito fiducia e valore a calciatori che a Cosenza sembravano ormai fuori dal progetto o addirittura non all’altezza della categoria. Giacomo Calò, in rossoblù, dal 2022 al 2024, appena due reti e tante difficoltà. Quest’anno, invece, è diventato uno dei simboli della promozione con 10 gol e prestazioni da leader tecnico del centrocampo. Poi Massimo Zilli, cresciuto nella Primavera del Cosenza e mai realmente esploso con la maglia dei lupi. In questa stagione ha trovato continuità e fiducia: 34 presenze, 2 gol e 3 assist, numeri che raccontano il contributo concreto di un giocatore finalmente valorizzato. E infine Ben Lhassine Kone, altro elemento che in Calabria non era riuscito a imporsi. Dopo l’esperienza della stagione 2020/2021, chiusa con la retrocessione del Cosenza poi ripescato per l’esclusione del ChievoVerona, anche lui sembrava destinato a restare ai margini. Invece Alvini gli ha ritagliato spazio e fiducia, ottenendo risposte importanti nel corso della stagione.
 È la dimostrazione di quanto, nel calcio, contino contesto, idee e gestione degli uomini. Gli stessi giocatori che a Cosenza venivano considerati inadatti alla Serie B oggi festeggiano una promozione in Serie A da protagonisti.
 E mentre il Frosinone vola, resta inevitabilmente una riflessione amara per l’ambiente rossoblù: forse certe sentenze erano arrivate troppo presto. Perché Alvini, nel silenzio e con il lavoro, ha trasformato le critiche nella più clamorosa delle rivincite.
Articolo a cura di Umberto Colacino e Erika Liparoti 

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