
City Rende FC, la parola al Presidente Mario Muglia. Centralità del settore giovanile, riqualificazione delle infrastrutture e radicamento sul territorio le linee guida della nuova presidenza.
Nella consueta rubrica delle interviste del Corriere Sportivo di Calabria, questa settimana abbiamo dialogato con il Presidente del City Rende FC, Mario Muglia, noto imprenditore calabrese. Con lui abbiamo tracciato le linee guida del nuovo corso societario: dalla centralità del settore giovanile agli investimenti sullo Stadio “Marco Lorenzon”, fino alle ambizioni per il futuro della squadra e del territorio.
- Come nasce il progetto di questa nuova società e quale idea c’è alla base?
Il progetto nasce già da circa quattro anni e porta la firma di Roberto Occhiuzzi, il quale nel corso degli anni ha visionato molte Academy in giro per l’Italia e per l’Europa, facendosi un’idea precisa di ciò che va fatto in relazione alla sua passione e al completamento professionale. È una passione innata in lui, che ha come obiettivo quello di portare l’attività calcistica tra i giovani con lo scopo di creare talenti e migliorare la situazione a livello nazionale, visto che è ben noto il problema attuale nel far emergere giovani campioni italiani. È un progetto pienamente condiviso e adesso stiamo gettando le basi per il futuro. Il presente si chiama City Rende e nasce con un’ossatura già importante grazie all’Academy, con cui in questi anni abbiamo lavorato in sinergia con il Cus Unical. Inoltre, al centro del nostro progetto ci sono chiaramente le infrastrutture, a partire dallo Stadio Marco Lorenzon, che vogliamo portare ai livelli qualitativi che competono a una squadra professionistica. Reputo il Lorenzon uno stadio bomboniera che negli ultimi anni è stato abbandonato: un altro mio obiettivo è riportarlo ai massimi splendori e renderlo accogliente per il pubblico, gli atleti e la città.
- Qual è stata la motivazione principale che l’ha spinta ad assumere la presidenza?
La mia è una passione legata a un affetto profondo: Roberto Occhiuzzi fa parte della mia famiglia da oltre vent’anni. È stato lui a farmi conoscere da vicino il mondo del calcio, un ambiente che mi ha conquistato fin dal primo momento. Quando si è prospettata l’opportunità di dare vita a un progetto importante che potesse coinvolgere la nostra famiglia, non ci abbiamo pensato due volte: ci siamo lanciati in questa avventura ed è nato il City Rende FC.
- Qual è l’obiettivo dichiarato per questa prima stagione in Promozione?
La nostra ambizione sul lungo periodo è riportare il Rende nel calcio professionistico, ma vogliamo farlo con l’umiltà che ci contraddistingue, senza proclami. Il nostro dovere è guardare in alto rimanendo sempre con i piedi per terra e senza porci limiti. Per raggiungere questo traguardo punteremo fortemente sulla crescita e sugli investimenti nel settore giovanile. Oltre alla prima squadra in Promozione, copriamo infatti tutte le categorie giovanili, dai Primi Calci fino alla Juniores: un motivo di grande orgoglio che ci spinge a dare il massimo ogni giorno. L’idea è costruire un progetto sostenibile che si alimenti con i talenti fatti in casa. Ci siamo dati un orizzonte di cinque anni per conquistare l’obiettivo che ci siamo prefissati.

- Che ruolo avrà il settore giovanile all’interno del progetto della nuova società?
Il settore giovanile è il cuore pulsante di tutto il nostro progetto. Vorrei innanzitutto ringraziare di cuore le famiglie che hanno scelto la Scuola Calcio di Roberto Occhiuzzi, riponendo in noi la loro fiducia a fronte delle tante validissime realtà presenti sul territorio. Da parte mia, c’è un coinvolgimento emotivo fortissimo: non mi sento soltanto il nonno dei miei due nipotini, ma vorrei essere un punto di riferimento e il “nonno” di tutti i bambini e i ragazzi che vestono la maglia della nostra Academy.
- Quanto è importante per lei avere al suo fianco una figura di fiducia ed esperienza come Roberto Occhiuzzi?
La presenza di Roberto è fondamentale: senza di lui non sarei qui oggi a ricoprire la carica di presidente. Ha il calcio nel sangue e una competenza straordinaria, testimoniata da una carriera di altissimo livello sia in campo che in panchina. La sua profonda conoscenza di questo mondo compensa la mia mancanza di esperienza specifica, ed è per questo che ogni scelta strategica e determinante porta la sua firma.
6.Quanto è importante valorizzare il nome e l’identità del territorio attraverso il calcio?
È fondamentale. Vogliamo che il City Rende appartenga all’intera comunità, per riavvicinare i tifosi ai nostri colori e farli tornare a vivere uno stadio segnato, negli ultimi anni, da vicende ben note. Le recenti retrocessioni hanno azzerato un ciclo, ma con il nostro ingresso in campo vogliamo inaugurare una vera e propria rinascita. Un percorso di rilancio che parallela la crescita che la città di Rende sta vivendo anche sul piano urbanistico, grazie alla guida dell’Onorevole Sandro Principe.
Rende è una realtà bella, colta e ambiziosa: ha tutte le potenzialità per ritrovare la passione sportiva. L’obiettivo è unire tutte le componenti della città — amministrazione, imprenditori, commercianti e tifosi — per centrare insieme traguardi importanti. Oggi stiamo affrontando questo percorso con le nostre forze, ma registriamo già l’interesse di sponsor di rilievo. Mi auguro che questo ritrovato entusiasmo spinga un numero sempre maggiore di realtà locali a sposare il nostro progetto.
- Qual è il sogno più grande che, da presidente, vorrebbe realizzare e quale promessa si sente di fare oggi ai tifosi?
Come già anticipato, l’impegno prioritario è quello di riportare il Rende nei campionati professionistici, una categoria che appartiene alla storia e alle potenzialità di questo club. Sul piano personale, l’ambizione più grande è lasciare un segno tangibile nel tempo: desidero essere un punto di riferimento positivo per i giovani della nostra Academy e conquistare un posto di rilievo nella storia di questa società.
























