
Tra scrivania e campo: il sogno di arrivare in Serie A
Nell’appuntamento settimanale dedicato alle interviste del Corriere Sportivo di Calabria, questa settimana il nostro ospite è Dino Farina. A soli 28 anni, rappresenta uno dei profili emergenti del panorama dirigenziale calabrese. Attuale team manager della Morrone, formazione cosentina che milita nel campionato di Promozione e oggi prima in classifica, Farina incarna una nuova generazione di dirigenti: giovani, preparati e animati da una visione chiara del proprio futuro. Dopo la prima esperienza al San Fili, che ha segnato l’inizio concreto del suo percorso nel calcio, nel 2023 è approdato alla Morrone, dove ha potuto consolidare competenze organizzative e gestionali all’interno di una società solida e ambiziosa. Parallelamente continua a studiare e ad aggiornarsi giorno dopo giorno, con l’obiettivo dichiarato di diventare direttore sportivo e costruire il proprio cammino ai massimi livelli In questa intervista racconta il suo percorso, le figure che lo hanno ispirato, l’importanza del dialogo tra società e squadra e le ambizioni personali che lo spingono a guardare lontano, senza mai perdere equilibrio e concretezza.
1.Cosa ti ha spinto ad intraprendere il percorso di Direttore Sportivo?
È una passione che ho fin da quando ero piccolo. Successivamente ho frequentato il corso da procuratore sportivo, ma ho capito che preferivo l’altro lato, ovvero il lavoro dietro la scrivania. La mia prima esperienza a San Fili, in Promozione, mi ha dato la conferma che questa era la strada giusta da seguire.
2.C’è una figura in particolare o un’esperienza che ha influenzato particolarmente il tuo modo di lavorare?
Una delle figure che rappresenta per me una fonte di ispirazione è Beppe Marotta, ex direttore sportivo di Juventus e Inter e attuale presidente della società nerazzurra. Anche lui ha iniziato in giovane età e la sua gestione sportiva, che porta in ogni società in cui lavora, rappresenta per me un punto di riferimento. Un’altra figura fondamentale, per la quale nutro profonda stima ed ammirazione, è Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo di Cosenza e Milan, attuale direttore sportivo del Padova, che nel tempo ha dimostrato come si possa partire dal basso e arrivare ad alti livelli.
3.Quanto conta la capacità di mediazione tra società, allenatore e giocatori?
È sicuramente molto importante cercare di essere collaborativi sia con la struttura societaria sia con lo staff tecnico, mantenendo sempre un dialogo aperto e costruttivo per il bene della squadra. Per questo motivo ritengo la comunicazione fondamentale, in virtù del confronto quotidiano, per migliorare sotto tutti gli aspetti e raggiungere gli obiettivi prefissati. Sono del parere che bisogna avere equilibrio sia nelle vittorie sia nelle sconfitte.
4. La Morrone sta disputando un campionato di vertice da assoluta protagonista. La classifica è corta ma l’obiettivo vostro sembra essere abbastanza chiaro: i granata vogliono tornare in Eccellenza.
Abbiamo iniziato questo campionato con aspettative alte, cercando di raggiungere il vertice della classifica. Siamo soddisfatti del percorso che sta facendo il gruppo squadra, ma bisogna restare con i piedi per terra, in quanto ci sono diverse squadre molto attrezzate, formate da calciatori blasonati. Noi, però, puntiamo sulla forza del collettivo e su giovani calciatori che hanno voglia di emergere.
5.Quanto è importante avere alle spalle una Società solida come lo è la Morrone?
La forza della squadra deriva proprio dalla solidità della società, composta da persone competenti e grandi imprenditori, che non ci fanno mancare nulla e che sono sempre attente ai dettagli, dalle questioni organizzative al coinvolgimento di tutto l’ambiente.
6. Un commento sul campionato del Cosenza calcio. Quale idea ti sei fatto e dove può arrivare secondo te?
In linea generale, dopo una retrocessione non era semplice ripartire. Il campionato disputato fino a oggi è positivo e la squadra mi sembra molto combattiva e, soprattutto, segue le direttive del mister. Mi auguro che, come nel 2018, anche quest’anno ci possa essere una lieta sorpresa nel percorso play-off.
7.Qual è il tuo sogno nel cassetto e quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato per il tuo futuro professionale?
Sicuramente il mio sogno nel cassetto è arrivare in Serie A, perché ambisco al massimo. Attualmente la mia è solo una passione, in quanto ho altre priorità, come il percorso di laurea e la crescita professionale. Detto ciò, vorrei trasformare questa passione in un lavoro e, perché no, arrivare nella massima serie con la squadra della mia città, ovvero il Cosenza.

























