Gerbo: “Questo Cosenza può arrivare fino in fondo”

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Il Cosenza visto da Alberto Gerbo: la partita con il Foggia, play-off e tifosi: l’analisi dell’ex calciatore dei lupi

Nell’appuntamento settimanale dedicato alle interviste del Corriere Sportivo di Calabria, questa settimana il nostro ospite è Alberto Gerbo, Vice Direttore della Juve Stabia. Gerbo da ex calciatore ha disputato una sola stagione con il Cosenza e, come ben ricordano i tifosi rossoblù, è stato protagonista della miracolosa salvezza nella stagione 2021/2022 sotto la guida di Mister Bisoli. In passato ha indossato anche la maglia del Foggia, prossima avversaria dei lupi. Con lui abbiamo approfondito l’andamento del Cosenza, analizzando sia gli aspetti sportivi che quelli legati alla dimensione societaria.

Qual è la tua opinione sulle potenzialità della squadra e sul lavoro svolto finora da Mister Buscè?

Il mister è stato bravo a creare un ambiente in cui è possibile esprimersi al meglio, nonostante le molteplici difficoltà affrontate dopo la retrocessione. Per questo motivo, gli va riconosciuto il merito di essere riuscito a compattare il gruppo e a ottenere ottimi risultati. Ritengo che il Cosenza abbia una rosa composta da calciatori di grande valore. Uno su tutti Aldo Florenzi, con il quale mi lega un rapporto fraterno: l’ho visto crescere e l’ho aiutato a integrarsi nel gruppo all’inizio della sua carriera, dandogli una mano nei primi passi. Credo che questo abbia contribuito a creare tra noi un bellissimo rapporto di amicizia, basato anche sulla sua riconoscenza. Spero di avergli trasmesso i giusti consigli per il prosieguo della sua carriera, perché ritengo possa tranquillamente giocare in categorie superiori. Allo stesso modo, anche Garritano è un calciatore di spessore, dotato di grande esperienza. Pertanto, penso che il Cosenza disponga del giusto mix tra giocatori esperti e giovani promettenti; ci sono quindi tutti i presupposti per fare bene anche in questo rush finale di campionato.

Al Benevento manca ormai solo la certezza matematica per la promozione in Serie B. Alla luce di questo, ti chiedo: ti aspettavi che vincessero il campionato, superando la corazzata Catania?

Fin dall’inizio della stagione ho ritenuto che la lotta al primato fosse una corsa a due tra Benevento e Catania, considerando la Salernitana leggermente indietro. I sanniti hanno dimostrato di avere grande qualità, mentre il Catania è una squadra più esperta ma, allo stesso tempo, meno fresca rispetto ai giallorossi. Credo che proprio questo aspetto, alla lunga, abbia fatto la differenza. D’altronde, come in ogni campionato, anche gli episodi incidono molto, e in questo caso hanno finito per premiare il Benevento.

 

Secondo il tuo punto di vista il Cosenza avrà le carte in regola per lottare per la vittoria dei play-off?

A mio parere assolutamente sì, perché vedo una squadra spensierata ma con grande qualità in rosa e un’identità ben precisa. Proprio per questo può ambire alla vittoria finale dei play-off, che, ricordiamolo, rappresentano un vero e proprio mini campionato.

 

Sabato si giocherà Cosenza-Foggia. Da doppio ex della gara, quali sono le tue sensazioni e che partita ti aspetti?

Il Foggia, che tra l’altro ho visto recentemente contro il Trapani, arriva da una vittoria che però non basta: ha bisogno di conquistare ancora molti punti per raggiungere la salvezza. Il Cosenza, invece, cercherà di fare la sua solita partita, come ci ha abituato nel corso della stagione. Ritengo quindi che sarà una gara tirata e sofferta, con occasioni da entrambe le parti. Mi aspetto un match aperto, combattuto e con in palio punti pesanti.

Nonostante il Cosenza stia disputando un campionato di vertice, lo stadio “Gigi Marulla” continua a rimanere deserto. Credi che la frattura tra tifoseria e società sia ormai insanabile?

Inizio col dire che mi duole il cuore vedere uno stadio totalmente vuoto e constatare questo clima di sofferenza attorno alla tifoseria. Sinceramente, mi piacerebbe rivedere quella bellissima atmosfera allo stadio che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona nella stagione in cui ho indossato la maglia rossoblù, perché Cosenza ha una tifoseria splendida e calorosa e personalmente mi sono trovato benissimo. Se dovesse tornare quell’entusiasmo, la squadra di Mister Buscè ne trarrebbe una grande carica per affrontare le prossime partite. Detto ciò, ritengo che, per gli episodi che si sono verificati negli anni, sarà difficile risanare completamente questa ferita. Mi auguro però che per Cosenza e per i cosentini possa arrivare presto una ventata di aria nuova, così da riaccendere l’entusiasmo in città. Cosenza è una piazza davvero speciale, dove si può fare calcio a 360 gradi, e il mio auspicio è di rivedere il prima possibile il Cosenza protagonista nel calcio che conta.

 

 

 

Cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera da dirigente sportivo piuttosto che quella di allenatore?

Negli ultimi anni della mia carriera ho avuto modo di conoscere il Direttore Lovisa, con cui mi confrontavo spesso. Questo rapporto mi ha coinvolto così tanto da decidere di intraprendere il percorso da dirigente, collaborando con lui nel ruolo di Vice Direttore. L’allenatore è un lavoro molto impegnativo e stressante: sebbene mi piaccia la parte tattica, ho trovato più adatto e stimolante il ruolo di dirigente, perché mi ha sempre attratto la gestione della squadra e l’organizzazione complessiva del gruppo.

La Juve stabia può essere la mina vagante dei play-off della Serie B?

Siamo una squadra giovane, con un budget limitato, e stiamo cercando di ottimizzare al massimo ciò che abbiamo a disposizione. Il nostro gruppo è composto da calciatori di qualità e, soprattutto, da persone meravigliose. Non disponiamo delle stesse risorse di altri club, ma i ragazzi danno sempre il massimo: con il tempo vedremo fino a dove potrà arrivare questa squadra, ma ad oggi sta performando davvero tanto e non bisogna dare per scontato questo aspetto.

Quali sono i progetti futuri e le ambizioni di Alberto Gerbo?

La mia priorità è migliorarmi giorno dopo giorno e ampliare continuamente le mie conoscenze. Non so ancora cosa mi riserverà il futuro: attualmente ho un altro anno di contratto qui a Castellammare. È chiaro, però, che il mio obiettivo a lungo termine è iniziare a lavorare in prima persona come dirigente, ma per il momento ho ancora molto da imparare.

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