Si vende ma non si cresce: il Cosenza chiude un mercato deludente

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Poche ambizioni, tante perplessità: la rosa non sembra rafforzata nonostante le partenze eccellenti

Si chiude il calciomercato del Cosenza e, al netto degli annunci e delle operazioni formalizzate, il bilancio non può che lasciare più di un interrogativo. Nelle operazioni in entrata, già a inizio gennaio erano stati ufficializzati gli arrivi di Emmausso, Ba e Ciotti, mentre sul fronte delle uscite, all’inizio del mercato, Dalle Mura è stato ceduto alla Juve Stabia. Pochi giorni fa, sempre in uscita, è stato poi ufficializzato il trasferimento di Ricciardi sempre alla Juve Stabia. Proprio per colmare questo vuoto, negli ultimi giorni di mercato il Cosenza ha definito l’ingaggio di Jaime Báez, vecchia conoscenza dei tifosi rossoblù. La sensazione diffusa, tra tifosi e addetti ai lavori, è quella di un mercato prudente oltre il necessario, che difficilmente può essere considerato all’altezza delle ambizioni della tifoseria cosentina.

Sul fronte degli arrivi, i rossoblù nelle ultime ore disponibili di calciomercato hanno inserito tasselli senza però alzare realmente il livello della rosa. Riccardo Palmieri dal Trapani rappresenta un rinforzo di sostanza a centrocampo, ma non il salto di qualità atteso. In difesa gli innesti dei difensori Nicola Pintus dal Cagliari, di Andrea Moretti dalla Triestina e del giovane portiere Tommaso Vannucchi dalla Fiorentina sembrano più operazioni di completamento che veri colpi: profili utili, ma ancora tutti da verificare in un campionato esigente. In attacco l’arrivo di Perlincieri dal Benevento, così come quello di Jaime Báez chiamato a raccogliere l’eredità di Ricciardi, non basta a dissipare i dubbi su un reparto che, numeri alla mano, avrebbe avuto bisogno di ben altro peso specifico.

Ancora più discutibile appare il capitolo uscite. Il prestito di Novello al Legnago e quello di  Begheldo alla Triestina rientrano nella gestione dei giovani, ma la cessione di Christian Kouan al Benevento per circa 400mila euro, sommata alle partenze di Dalle Mura e Ricciardi verso la Juve Stabia, priva il Cosenza di elementi di esperienza e personalità senza che arrivino sostituti di pari livello.

Il mercato si chiude dunque con un Cosenza che sembra aver fatto il minimo indispensabile, più attento a contenere i costi che a costruire una squadra realmente competitiva. Ora la parola passa al campo, ma la sensazione è che, senza correttivi futuri, ai rossoblù e soprattutto a Mister Buscè venga chiesto di fare molto con poco. E questa, più che una strategia, assomiglia pericolosamente a una scommessa.

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